17 novembre 2009

Assemblea 17Novembre Uffici Centrali - Agenzia Entrate



•RIORGANIZZAZIONE DELLE DIREZIONI SENZA NESSUNA ESIGENZA
ORGANIZZATIVA E TUTELA PER IL PERSONALE…
•INCARICHI DIRIGENZIALI A CHI DIRIGENTE NON E‘
•LA GIUNGLA DEI CAPIREPARTO: NOMINATI SENZA REGOLE,E REMUNERATI CON IL GIA‘ESIGUO FONDO DI TUTTO IL PERSONALE…

SIAMO ANCORA IN UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ???

MARTEDI’ 17 NOVEMBRE

ASSEMBLEA DEL PERSONALE

SALA MENSA di VIA C. COLOMBO - DALLE 10.30 ALLE 12.30 -

4 novembre 2009

Il Caso UCL

Si è svolto ieri l’incontro del personale sulla questione relativa al trasferimenti coattivo dei funzionari della DCNC all’UCL (ufficio coordinamento legislativo del Ministero delle finanze). Tale incontro ha visto forte partecipazione e coinvolgimento da parte del personale che ha ribadito la ferma contrarietà ad ogni ipotesi di trasferimento coattivo dei funzionari ed ha denunciato il comportamento dell’amministrazione troppo spesso poco rispettosa delle regole e del contratto collettivo nazionale. All’incontro è intervenuto il Dott Betunio, Direttore aggiunto della Direzione Centrale Normativa e Contenzioso, il quale ha preso atto della nostra diffida a disporre trasferimenti senza il requisito della volontarietà dell’interessato e ha assicurato che da parte dell’Amministrazione non si procederà ad alcun trasferimento coattivo. Tale risultato è senz’altro il frutto della mobilitazione e della partecipazione del personale che è riuscita ad imporre un primo stop all’amministrazione: resta inteso che da parte nostra continueremo a vigilare affinchè gli impegni assunti verbalmente vengano mantenuti e perché nel futuro nessun diritto venga scippato ai lavoratori. Valutiamo positivamente anche l’intervento della RSU che ha partecipato all’incontro e ha inviato unitariamente una nota all’amministrazione diffidandola dal disporre trasferimenti coattivi e in palese violazione del CCNL ed invitandola, qualora si dovesse individuare il funzionario volontariamente disposto al trasferimento, ad avviare con la RSU gli istituti di relazioni sindacali contrattualmente previsti.
COBAS ENTRATE UFFICI CENTRALI RDB UFFICI CENTRALI

17 settembre 2009

TAGLIATE DEL 25% LE RISORSE DEL SALARIO DI PRODUTTIVITA’!

E’ stato pubblicato il decreto che stanzia i fondi per il salario di produttività, e che dovrà essere certificato dalla Corte dei Conti.
Nei meandri delle cifre indicate dal decreto risulta estremamente chiaro il taglio netto del 25% del salario di produttività nelle Agenzie Fiscali, mentre nulla si sa sulla imputazione dei fondi agli esercizi 2008 e 2009.
Con un perfetto gioco di squadra Amministrazione e sindacati allineati (Cisl, Uil e Salfi) hanno mentito spudoratamente in questi mesi, raccontando ai lavoratori che le risorse sarebbero state integralmente ripristinate.
Oggi quel che il sindacalismo di base dice da oltre un anno è chiaro a tutti: l’intera campagna denigratoria orchestrata da Brunetta e soci ha avuto come obiettivo finale quello di mettere le mani in tasca ai dipendenti pubblici, falcidiando ulteriormente le nostre retribuzioni.
Interprete principale di questa operazione il ministro Brunetta; comparse, i sindacati complici, Cisl, Uil e Salfi.
Sin dall’emanazione della famigerata legge 133 del 2008 (quella che ha tagliato le risorse del nostro salario accessorio), mentre c’era chi “rassicurava” periodicamente, solo il sindacalismo di base ha contrastato questo vergognoso disegno, attraverso scioperi e mobilitazioni.
Adesso, però, occorre un ulteriore scatto di protesta.
Perché quando rapinano impunemente il nostro salario la parola deve necessariamente tornare ai lavoratori….

VENERDI’ 23 OTTOBRE SCIOPERO GENERALE DELL’INTERA GIORNATA INDETTO DAL SINDACALISMO DI BASE (COBAS, CUB E SDL)

COMUNICATO COBAS UFFICI CENTRALI DELL'AGENZIA ENTRATE SULLA TRATTATIVA LOCALE SU ORARIO DI LAVORO E TURNI

NULLA DI FATTO NELLA TRATTATIVA UFFICI CENTRALI SU ORARIO DI LAVORO E TURNI. SI RICOMINCIA A SETTEMBRE.

a) L’OGGETTO DELLA TRATTATIVA:

Nei 3 incontri (26 maggio, 29 e 31 luglio), si è svolta tra la RSU, le OO.SS, e l’Amministrazione, la trattativa locale sulla questione turni e sull’orario di lavoro.
Preliminarmente ribadiamo che come delegati RSU COBAS (non da soli ma in accordo con altri delegati) abbiamo da sempre chiesto a tutta la RSU di aprire una TRATTATIVA GENERALE che affrontasse tutte le problematiche del personale uffici centrali.
Quindi, turni da regolamentare, certamente, ma anche le questioni relative alle nomine dei capireparto e le ricadute sul salario accessorio, le relazioni sindacali, e gli istituti contrattuali interpretati in maniera sempre più restrittiva da parte dell’amministrazione (L. 104, visite specialistiche, ecc). Fissare, finalmente, un quadro di regole certe che limitasse l’arbitrio dell’ Amministrazione.
Invece, per scelta della maggioranza RSU, e della consueta prassi di aprire trattative senza piattaforme e senza alcun coinvolgimento del personale, si è arrivati ad un tavolo che si è occupato esclusivamente dell’orario di lavoro e della questione turni.

b) QUESTIONE PRELIMINARE: TORNELLI A MENSA.

Preliminarmente, nell’incontro del 31 luglio, come delegati Cobas abbiamo chiesto all’amministrazione di smentire ufficialmente la notizia relativa ad una (presunta?) volontà da parte dei Dirigenti di introdurre un sistema di rilevazione elettronico delle presenze a mensa. Su questo dobbiamo dire chiaramente che dalla controparte non è pervenuta né a noi (che abbiamo sollevato la questione) né alla RSU, alcuna smentita. Al tavolo sono invece state fornite alcune timide rassicurazioni della serie: “se ne parla sempre, ma poi non lo si attua mai.” Parole che, invece di rassicurarci, aumentano la nostra preoccupazione. Inutile dire che invitiamo tutti i lavoratori e le lavoratrici, tutte le OO. SS. e tutta la RSU a tenere alta la guardia su tale questione, per monitorare costantemente i passaggi che dovesse eventualmente mettere in atto l’Amministrazione.

c) NEL MERITO DELLA TRATTATIVA.

Per quanto riguarda l’orario di lavoro l’amministrazione ha rifiutato qualunque modifica a vantaggio del personale (ad esempio la richiesta della RSU di un allungamento della flessibilità fino a coprire la fascia 7.30 – 10.00, anziché le attuali 7,45-9,30).
Ma in realtà tutta la trattativa si è incentrata sulla questione turni. I turni da sempre sono stati pagati in totale assenza di regole, comportando, quindi, un proliferare delle postazioni turno ad uso e consumo dei Direttori Centrali, o, di contro, giungendo ad imporre turni che, poi, non sono mai stati retribuiti con l’indennità prevista dagli accordi nazionali.

Fissare, finalmente, delle regole certe (che incredibilmente finora non ci sono state), è una forma di garanzia sia del personale turnista, sia del complesso del personale. Il quale viene toccato dalla questione per vari aspetti, non ultimo per il fatto che l’indennità di turno è pagato con soldi attinti dal Fondo di tutti i lavoratori.( nell’accordo locale relativo all’ FPS 2007, da noi non sottoscritto, circa 100.000 euro sono stati assorbiti dal pagamento dell’indennità di turno)
Per noi Cobas, regolamentare i turni significa:
1) contenere i turni entro limiti fisiologici dettati da effettive esigenze di servizio; ecco perché abbiamo da subito richiesto che l’amministrazione fornisse motivazione specifica e scritta delle esigenze che giustificano l’utilizzo delle postazioni turno (la richiesta dell’Amministrazione partiva da 9000 postazioni- turno annue);
2) evitare che al personale che svolge un orario di fatto su turni, non venisse corrisposta l’indennità dovuta;
3)
garantire l’indennità di turno per gli autisti, per ogni turno svolto effettivamente;

4)
fissare regole a tutela del personale che svolge turni di sabato (addetti rassegna stampa).

Ebbene, l’amministrazione si è presentata al tavolo senza mai fornire alcun documento e nessuna spiegazione, anche verbale, che giustificasse le esigenze dei singoli turni, riducendo tutta la trattativa ad una sterile discussione sul numero di turni intorno al quale chiudere l’accordo. A cosa serva ogni turno nello specifico, non è dato sapere.
Sulla base di tutto questo, e pur avendo posizioni assolutamente diversificate all’interno della RSU, la RSU, UNITARIAMENTE, ha ritenuto di non poter firmare la proposta della controparte, e ha richiesto di riaprire la trattativa settembre. Ma soprattutto (ed è per noi questo l’elemento più importate) è stato richiesto all’ Amministrazione di ripresentarsi alla riapertura della trattativa con l’indicazione delle esigenze che giustificano l’utilizzo dei turni richiesti e di fornire un monitoraggio dei turni finora svolti nell’anno 2009.

COME COBAS DICIAMO ANTICIPATAMENTE CHE:
1.
Se a settembre la RSU va al tavolo senza una piattaforma chiara, discussa al suo interno, e condivisa dal personale, il risultato sarà un pasticcio inguardabile;

2.
L’Agenzia vuole LA BOTTE PIENA (anzi vuota, considerato il taglio dei Fondi) e la MOGLIE (o il marito, fate voi) UBRIACA (turni “a go go” e senza regole, come prima, per il sollazzo dei direttori centrali).


Basterebbe riflettere su un semplice dato: per il solo ufficio del Direttore Generale sono stati richiesti (senza fornire alcuna giustificazione) 10 turni al giorno pomeridiani.
Una tale mole di turni sarebbe, forse, giustificata per una giornata tipo del ministero degli Esteri durante una crisi internazionale…

I DELEGATI COBAS della RSU - UFFICI CENTRALI
(Alessandro Giannelli – Guglielmo Musso)

26 aprile 2009

L’accordo quadro sull’attivazione delle Direzioni Provinciali

L’accordo quadro sull’attivazione delle Direzioni Provinciali:
una scatola vuota, senza garanzie e tante fregature!

Cisl, Uil, Salfi, e questa volta anche la Cgil, ritornata “pacifica” dopo la riammissione ai tavoli, avevano bisogno di un accordo qualsiasi sulla riorganizzazione, pur di ripresentarsi con un abito riverniciato ai lavoratori.
E l’hanno avuto!

Dopo mesi di tira e molla, facendo credere chissà quale era la posta in palio, è scaturito questo “mitico” bluff, in cui Cgil, Cisl, Uil e Salfi, di fatto ratificano decisioni già assunte unilateralmente dall’amministrazione.
In sintesi, ci troviamo davanti ad un involucro vuoto, senza nessuna garanzia per il personale e, anzi, con parecchi trucchi e fregature.
Uno dei capisaldi dell’accordo è che, con la nascita delle Direzioni provinciali, ci sarà mobilità, solo su base volontaria.
Ci accorgiamo invece, leggendo l’accordo, che, se una parte delle attività dell'Ufficio controlli (collocato su base provinciale o su più uffici cittadini) potrà essere svolta anche con team allocati nelle sedi che ospiteranno gli Uffici territoriali o negli attuali Uffici locali, l’attività che riguarda i controlli delle imprese di medie dimensioni, tutta l’area legale, quella di staff saranno collocati in un’unica sede, così come i rimborsi Iva in un solo ufficio territoriale.
Ergo, il personale coinvolto in queste lavorazioni, obtorto collo, sarà costretto a migrare verso i nuovi uffici, in barba alla millantata mobilità volontaria, con problemi notevoli nelle province con più uffici e nelle grandi città (vedi Roma, Milano, Torino, Napoli ecc.).
Diventa, quindi, “uno zuccherino” la possibilità che il personale che svolge tali attività presso gli Uffici locali subprovinciali o in più Uffici cittadini, potrà optare se spostarsi presso la sede della D.P., o restare nell'attuale sede, svolgendo una diversa tipologia di lavoro.

E diventa anche un trucco il fatto che il principio assunto per l’assegnazione del personale alle Direzioni Provinciali, sarà quello delle funzioni svolte nel quotidiano in maniera prevalente. Ovvero se si vuole continuare a svolgere le stesse funzioni lavorative di quelle aree si è quasi obbligati alla mobilità verso le D.P. oppure bisognerà cambiare funzioni e lavoro.
Altro trucco è quello degli incarichi e delle posizioni organizzative che vengono confermate “transitoriamente” sino all'inizio del 2010 ovvero alla loro naturale scadenza, essendo già stabilito (vedi articolo 17 e 18 del contratto Integrativo) che abbiano valenza biennale, per lo più da gennaio 2008.

Insomma non ci hanno regalato niente!
E, udite udite, entro il mese di settembre del 2009 è prevista una nuova fase di contrattazione nazionale per verificare il “buon andamento” dell'accordo, gli sviluppi e le ulteriori decisioni da prendere.
E’ superfluo dire che questa devastante Riorganizzazione non trova nessuna tutela o compensazione in questo accordo – quadro.
Non si parla di diritto alla carriera, di salario accessorio, di remunerazione del disagio, né si accenna agli aumenti dei carichi di lavoro e degli obiettivi di produttività, né di rendere più efficace e incisiva la lotta all’evasione fiscale che, anzi, proprio a causa della confusione creata dalla riorganizzazione, registra 4 miliardi di euro di entrate fiscali in meno, nei primi 2 mesi del 2009.
Ribadiremo in tutte le sedi il nostro profondo dissenso a questo accordo e siamo disponibili con i lavoratori e con chi la pensa come noi ad assumere tutte le iniziative di protesta e mobilitazione.

14 aprile 2009

DIREZIONE PROVINCIALE DI VITERBO: MA PER ANDARE DOVE DOBBIAMO ANDARE, PER DOVE DOBBIAMO ANDARE?

Quella che fino ad ora era una storica battuta del Principe De Curtis, ieri è divenuta la amara realtà per i Lavoratori della Agenzia delle Entrate di Viterbo.
Il giorno 06/04/2009 i Lavoratori dell’ex Ufficio locale di Viterbo sono entrati nell’immobile che ospita gli uffici, senza conoscere a quale degli istituendi Uffici (Direzione Provinciale, Ufficio Controlli o Ufficio Territoriale) fossero stati assegnati.
Solo tramite una provvidenziale e-mail hanno successivamente appreso della sorte del loro futuro lavorativo.
Proprio in concomitanza con l’avvio delle nuove strutture degli Uffici si è svolta ieri una assemblea dei Lavoratori dell’Ufficio di Viterbo della Agenzia delle Entrate.
Alla assemblea ha partecipato la stragrande maggioranza del personale, presenti R.S,U. ed OO.SS.
Preliminarmente, l’assemblea ha deciso di sottoporre al Direttore Regionale del Lazio, dott. Ursilli, presente presso l’Ufficio, una serie di quesiti circa la riorganizzazione, le prospettive dei lavoratori assegnati ai diversi uffici ed i criteri utilizzati per tali assegnazioni; quale miglior occasione!.
L’ informativa in precedenza fornita dal Direttore dell’Ufficio di Viterbo, brillava, infatti, per la sua fumosità.
Il dott. Ursilli, è stato però coerente fino in fondo con l’atteggiamento di chiusura della Agenzia delle Entrate rispetto alla informativa sindacale, affermando addirittura di aver firmato le nomine dei dirigenti i nuovi uffici perché proposti dai vertici della Agenzia.
Speriamo di aver capito male, perché in caso contrario dovremmo continuare a preoccuparci e molto per il nostro futuro lavorativo….

3 aprile 2009

Non abbiamo l'anello al naso!

L'art. 12 del dl n. 79/1997, ex Fondo 2%, per intenderci, in seguito modificato dalla L. n. 350/2003, prevedeva in sede di contrattazione decentrata quindi mediante accordi sindacali, la distribuzione del fondo stabilendo in tale sede i tempi e le modalità di erogazione.

L'attuale provvedimento (AC 2187- Conversione del D.L. 5/2009) che viene sbandierato da alcune OO.SS. dice semplicemente (tradotto) che i ministri Brunetta e Tremonti, emaneranno un decreto che stabilirà i criteri i tempi e le modalità di utilizzo dei fondi.

Non ci sarà su questo alcuna contrattazione, le OO.SS. dovranno solo sedersi ad un tavolo per prendere atto di quanto deciso dalla controparte e sottoscrivere.

Attenzione i criteri individuati si riferiscono al 2009, quindi il 2008 è passato in cavalleria, mentre il pagamento (la elargizione sarebbe il termine appropriato) dovrebbe avvenire, nella migliore ipotesi nel 2010.

COSA E’ CAMBIATO RISPETTO AL D.L. 112/LEGGE 133 DEL 2008 CHE CI HA SOTTRATTO IL SALARIO ACCESSORIO ?

Una ragione in più per scioperare il prossimo 23 aprile!

Organizzati con i COBAS!

Emendamento di ripristino del salario accessorio

CAMERA DEI DEPUTATI - COMMISIONI RIUNITE VI E X
SEDUTA DEL 23.3.2009

ESAME DEI PROVVEDIMENTO AC 2187: Conversione del decreto legge 5/2009 – Misure urgenti a sostegno dei settori industriali in crisi.
Emendamento all’art. 7 presentato dai relatori:
17. All'articolo 7-bis del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:
“1-bis. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, da adottare entro il 30 giugno 2009, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, ferma restando la disapplicazione prevista dall'articolo 67, comma 2, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, delle disposizioni di cui all'allegato B relativamente alle risorse considerate ai fini del miglioramento dei saldi di finanza pubblica sono individuati, per l'anno 2009, i criteri, i tempi e le modalità volti ad utilizzare per la contrattazione integrativa, in correlazione con l'impegno e le maggiori prestazioni lavorative, le risorse derivanti dal processo attuativo delle leggi elencate nel citato allegato B eccedenti rispetto a quelle finalizzate al miglioramento dei saldi di finanza pubblica, valutando a tal fine anche la possibilità di utilizzare le maggiori entrate proprie rispetto a quelle dei triennio 2005-2007 conseguite per effetto dello svolgimento di attività aggiuntive rispetto a quelle istituzionali, nonché le risorse disponibili il cui utilizzo sia neutrale sui saldi di finanza pubblica.”

VERSO LO SCIOPERO GENERALE DEL 23 APRILE

In questi giorni, si assiste ad un incredibile valzer di comunicati sindacali sulla questione della riorganizzazione, sulle mancate convocazioni da parte dell’amministrazione ai tavoli di trattativa, sulla questione del salario accessorio. Non ricordiamo un periodo così confuso e dagli orizzonti così incerti e cupi per il personale finanziario.
Ed è veramente paradossale che proprio mentre il Direttore Generale dell’Agenzia magnifica i risultati raggiunti nella lotta all’evasione (non sarà forse merito dei lavoratori cui l’irrefrenabile Brunetta ha regalato la gogna pubblica, il taglio dei fondi al salario accessorio, e ulteriori limitazione dei diritti?) si sta portando avanti uno scellerato quanto confuso processo di riorganizzazione.
Insomma, quando le cose vanno bene è necessario intervenire, affinché finalmente comincino ad andare male (e già, infatti, si parla di un calo delle entrate tributarie nel mese di gennaio 2009).
Ed ecco allora che la riorganizzazione, attraverso l’accentramento dell’attività di controllo nelle costituende Direzioni provinciali, segna la “ritirata strategica” dell’Agenzia da fasce consistenti del territorio nazionale, e separa l’attività di controllo dall’area servizi.
Il tutto, naturalmente, senza tener minimamente conto delle ricadute di tale processo sul personale, in termini di diritti, di professionalità, di salario. E, soprattutto, senza un accordo nazionale che fissi le regole generali del processo di riorganizzazione, ma “navigando a vista” con qualche Direzione provinciale improvvisamente attivata qua e là, senza minimamente consultare il personale.
Ed anche sul versante del salario accessorio le cose non vanno molto meglio.
L’emendamento approvato alla Camera in materia di salario accessorio, che tanto piace a CISL e UIL (che come Brunetta trascorrono il loro tempo a cercare di alimentare false illusioni tra il personale) non sancisce affatto il ripristino dei fondi del salario accessorio per i lavoratori finanziari.
Si limita ad una dichiarazione programmatica, tra l’altro confusa e di difficile interpretazione, che non fornisce alcuna garanzia sul ripristino delle risorse sottratte ai lavoratori dal decreto Brunetta.
Noi Cobas non abbiamo bisogno come qualche organizzazione sindacale di “inasprire” azioni di lotta mai viste e intraprese…per noi lo scontro con il governo si è aperto con lo straordinario sciopero generale del 17 ottobre quando insieme alla CUB e a SDL abbiamo portato in piazza 500.000 lavoratori.
Ed abbiamo intrapreso come Patto di base (COBAS, CUB, SdL) un percorso chiaro e coerente che ha attraversato le iniziative per contrastare le norme antisciopero, con la grande manifestazione del 28 marzo, fino ad arrivare al già indetto sciopero generale del 23 aprile perché non siano i lavoratori, i precari ed i disoccupati a pagare il prezzo della crisi.

29 marzo 2009

Sull'attivazione della Direzione Provinciale di Viterbo...

A proposito della Direzione Provinciale di Viterbo…

Si è svolta ieri presso l’ufficio di Viterbo una riunione informativa circa la riorganizzazione dell’ ufficio e la creazione della Direzione Provinciale dal prossimo 6 aprile. La riunione era stata chiesta dalle OO.SS. territoriali ed RSU a seguito di notizie apprese attraverso un semplice comunicato stampa diffuso il 18.03.09 dalla Direzione Regionale del Lazio, dal quale si apprendeva la notizia della attivazione della nuova struttura a Viterbo.L’informativa sindacale, avente ad oggetto la riorganizzazione degli uffici ci ha stupito per la “dettagliata” esposizione della Direzione tesa a spiegare che a pochi giorni dalla attivazione si conosceva ben poco della futura struttura. In sostanza alla fine della riunione informativa quello che sapevamo il giorno prima coincideva con ciò che abbiamo appreso al termine dell’incontro sindacale. In pratica con le assemblee odierne “informeremo” i lavoratori dell’Ufficio di Viterbo circa la assenza di criteri di assegnazione del personale presso i nuovi uffici che offrano pari opportunità, per non parlare di carichi di lavoro, modello organizzativo (boh!...). La sensazione che sta divenendo sempre più una certezza è invece quella che per i nuovi uffici territoriali si prospettino esternalizzazioni e privatizzazioni. Tutta questa mastodontica operazione è partita senza regole e garanzie per i lavoratori riguardo la logistica dei nuovi uffici, le ricadute sul salario accessorio e sulle professionalità, l’organizzazione del lavoro, le indennità di posizione, i diritti acquisiti ecc. ecc.. Insomma il tutto senza un accordo nazionale che possa fare da cornice ma eseguendo senza battere ciglio le direttive che questo governo ha impartito con la legge 133 di Brunetta. Addirittura nell’’ultima conferenza stampa il Direttore dell’Agenzia Befera, si è prodigato nell’elencare i risultati raggiunti nella lotta all’evasione fiscale, senza dire che essa è opera del lavoro di questi anni del personale dell’Agenzia delle Entrate che non hanno visto un adeguato ritorno in termini di salario, carriera, diritti.

Mobilitiamoci contro questa riorganizzazione al buio e senza diritti!

28 febbraio 2009

RIORGANIZZAZIONE E DEMOCRAZIA SINDACALE

Mentre circa 36.000 lavoratori dell’Agenzia delle Entrate si interrogano in maniera sempre più preoccupata sugli effetti della riorganizzazione e sulle sue ricadute in termini di professionalità, salario accessorio, chiusura di uffici e mobilità, il 24 gennaio, Amministrazione e Cisl, Uil, e Salfi si sono riuniti come “carbonari” per definire un accordo quadro sulla riorganizzazione. Il casus belli che in questi giorni anima la polemica tra le varie OO.SS, è rappresentato dalla esclusione di quei sindacati (CGIL, FLP e RdB) che, non avendo (giustamente) sottoscritto il rinnovo del biennio economico, (stiamo parlando di quei miseri e offensivi 40 euro) sarebbero, secondo l’interpretazione dell’Aran, esclusi dal confronto sulla riorganizzazione. Vogliamo subito dire che la polemica sindacale tra Cisl, Uil, e Salfi da un lato, e la Cgil dall’altro, è a dir poco paradossale. Da un lato, infatti, è chiarissimo il ruolo di Cisl, Uil e Salfi: veri e propri sindacati padronali, cogestori e complici di qualsiasi scellerato progetto dell’amministrazione.

Dall’altro non possiamo dimenticare che la gravissima questione della democrazia sindacale nei posti di lavoro (una vera e propria emergenza democratica nel nostro paese) ha origini ben più lontane e non può essere ridotta ad una disputa proprio tra quei soggetti sindacali (Cgil, Cisl, Uil) che

unitariamente hanno sequestrato in tutti questi anni i diritti sindacali ai lavoratori, instaurando nei posti di lavoro una vera e propria dittatura sindacale

E allora, vorremmo chiedere alla Cgil, che oggi si erge a paladina della democrazia sindacale… E’ stata forse rispettata la democrazia sindacale in tutti questi anni in cui Cgil, Cisl e Uil di concerto con le amministrazioni di turno hanno sistematicamente negato il diritto di assemblea alle organizzazioni sindacali non maggiormente rappresentative (vedi Cobas), violando espressamente l’articolo 39 della Costituzione?

Oppure, quando Cgil, Cisl e Uil hanno firmato tutti i rinnovi contrattuali a perdere degli ultimi anni (e i contenuti in termini salariali non erano certo dissimili da quest’ ultimo) senza nemmeno consultare il personale o, peggio, sottoscrivendo qualsiasi accordo anche contro la volontà espressa dai lavoratori, nei vari referendum?

E allora, se oggi sussiste un gigantesco problema di democrazia sindacale (vedi attacco al diritto di sciopero) non è forse perché in tutti questi anni Cgil, Cisl e Uil insieme alle amministrazioni di turno, hanno fatto scempio dei diritti sindacali, disinteressandosi della volontà del personale ed escludendo tutte quelle OO.SS. non allineate?

Ma vogliamo tornare al punto sulla riorganizzazione e sul destino di 36.000 lavoratori del fisco. In questi giorni, in tutti gli uffici, si sono succedute partecipate assemblee, presidi e raccolte di firme, che costituiscono un segno tangibile della preoccupazione e della disponibilità alla mobilitazione del personale. Ma a questo percorso va dato continuità e sbocco. L’amministrazione è partita a razzo e si accinge ad accelerare il devastante progetto, nonostante l’attivazione dal 2 febbraio delle Direzioni Provinciali a Bologna abbia già portato le prime grosse crepe e contraddizioni. A breve saranno rimodulate le Direzioni Regionali con i nuovi uffici (grandi contribuenti e frodi), e, poi, a cascata, saranno attivati altri uffici e altre Direzioni Provinciali. Si preannuncia una catastrofica prospettiva, di chiusura di uffici e stabili, di mobilità territoriale, di riduzioni salariali, di mancanza di garanzie nelle procedure, di compressioni delle indennità del salario accessorio e di quelle posizioni funzionali acquisite. Non è possibile aspettare che lo tsunami dell’Agenzia delle Entrate ci sommerga, tocca organizzarsi e preparare iniziative concrete, risposte forti e coerenti.

Non sarà forse il caso di pensare ad iniziative più incisive tra tutti i lavoratori, delegati sindacali ed RSU sino ad arrivare ad uno sciopero dei lavoratori del Fisco che fornisca una risposta adeguata all’atteggiamento sprezzante e provocatorio dell’Amministrazione?

Purtroppo non possiamo più rimanere in attesa, il tempo stringe…


14 febbraio 2009

Mozione dell’assemblea dei lavoratori dell’Agenzia Entrate di RM 5 del 12-02-09

L’assemblea dei lavoratori di Roma 5, riuniti in assemblea oggi 12-02-09, giudica profondamente negativo il processo di riorganizzazione dell’Agenzia delle Entrate. A fronte di un progressivo aumento, negli ultimi anni, delle entrate tributarie e a fronte di un raggiungimento costante degli obiettivi di produttività, questo processo aziendale, così accelerato, risulta incomprensibile ed estraneo alla totalità dei lavoratori, per giunta non coinvolti.

Questa riorganizzazione che non fa altro che fermare o dilatare nel tempo la lotta all’evasione fiscale passa come un carrarmato sulle esigenze funzionali, logistiche degli uffici e soprattutto salariali e di carriera del personale in una logica perversa di spostare forzatamente i lavoratori e non il lavoro, come invece accaduto positivamente in passato con i Centri Operativi e Satelliti dell’Agenzia delle Entrate.

Per questo l’assemblea si dichiara contraria a qualsiasi tipo di mobilità non volontaria e richiede garanzie forti riguardo le mansioni e le funzioni lavorative svolte e pari opportunità, con procedure trasparenti, nell’assegnazione degli incarichi che, in questo periodo, sono oggetto spesso, da parte dell’Amministrazione, di metodi discrezionali e non concordati con le rappresentanze sindacali locali, territoriali e nazionali.

Su questi temi si invitano i lavoratori e le RSU degli altri uffici dell’Agenzia ad estendere da subito iniziative sindacali di protesta contro questa scellerata riorganizzazione.

Roma, 12-02-09

10 febbraio 2009

27 gennaio 2009

SIGLATO l’ACCORDO Sedi Centrali - FPS 2007: come per il 2006, i COBAS (e non solo) NON SOTTOSCRIVONO L’ACCORDO

In “due tempi” (tra giovedì 22 e venerdì 23), come era successo per quello 2006, è stato siglato l’accordo sul FPS 2007. Chi lo ha firmato? In qualità di delegati RSU (ossia eletti dal personale) tutti i delegati RSU di CGIL e della UIL e un delegato RdB (totale 9 su 19).Come delegati territoriali (ossia scelti da quei sindacati che l’Amministrazione ammette al tavolo) solo CGIL, UIL ed RdB (quindi non CISL né FLP, totale 3 su 5). Non hanno sottoscritto l’accordo: i due delegati dei Cobas, i due FLP, quello di Dirpubblica e la delegata di Intesa, una dei due delegati di RdB, e, ad oggi, neanche i 3 delegati della CISL. Ecco i motivi per cui abbiamo ritenuto di non firmare: In ordine al metodo:

1. ancora una volta, come per il FPS 2006, alcuni RSU ed alcune OOSS hanno deciso di firmare un accordo al buio, senza che l’amministrazione abbia fornito mai un dato, un prospetto, uno straccio di carta, per valutare in concreto l’impatto delle consistenti somme che si vanno a distribuire. E questo a fronte delle irregolarità emerse nei pagamenti del FUA 2006. La trattativa è stata fatta iniziare (appositamente) in ritardo, per usare il solito ricatto dei tempi, ed infatti è stata chiusa nel giro di un attimo, con il risultato che la RSU è stata completamente esautorata dal suo ruolo. Almeno su questa questione avevamo chiesto a tutta la RSU, uno scatto di orgoglio, per riaffermare tra amministrazione e delegati RSU pari dignità al tavolo della trattativa. Ma questa, evidentemente, è una questione che non interessa….

2. ancora, come per il 2006, chi ha firmato lo ha fatto evitando accuratamente di confrontarsi e consultare il personale (come sempre); In ordine ai contenuti:
Questo accordo avrebbe dovuto semplicemente ricalcare i contenuti dell’accordo 2006, così come prevedeva, a grandi linee, l’accordo nazionale 2007. Eppure, anche stavolta l’accordo locale 2007, peggiora quanto previsto dall’accordo nazionale. Infatti:

1. Per quanto riguarda la produttività collettiva (circa 1.800.000 €) verrà divisa tra i lavoratori secondo i criteri dell’anno scorso, che sono criteri assolutamente iniqui perché danno luogo a differenze ingiustificate. Chi fa lo stesso lavoro dallo stesso tempo, con la stessa anzianità, e magari ugualmente bene, prende soldi diversi a seconda non solo dell’area cui appartiene, ma anche in base alla Direzione Centrale in cui ha la fortuna di lavorare, e in base non alla presenza nell’anno, ma alle ore di lavoro svolte, comprensive dello straordinario liquidato. Abbiamo difficoltà a capire cosa c’entrino questi criteri col merito, di cui tanti (a cominciare
dall’Amministrazione) si riempiono la bocca. Di sicuro con la giustizia non c’entrano nulla.

2. Per il fondo di sede (tot. 1.400.000 lordo Agenzia) , dopo avere pagato le indennità previste dall’accordo nazionale relativo al 2007 (firmato a dicembre 2008), si è aperta la discussione relativa al residuo (si tratta di una cifra pari a circa 900.000 euro). La discussione è originata dal fatto che già l’anno scorso con l’accordo locale del 2006 (che noi come Cobas non avevamo sottoscritto), si introducevano i criteri per la valutazione delle prestazioni del 2007 (le c.d. pagelline). E già allora ponemmo delle domande di semplice buon senso: che senso ha introdurre nell’accordo locale 2006 dei criteri per il 2007? Che senso ha anticipare – fatto unico in tutta l’Agenzia - i criteri di un accordo locale quando l’accordo nazionale non è stato sottoscritto? E che senso ha, di fronte ai tagli al salario accessorio, ed alla miseria degli aumenti contrattuali, fornire all’amministrazione l’ennesimo strumento (le pagelline) per differenziare ed umiliare il personale? DIVIDI ET IMPERA. Si parla delle caramelline, (i “premi”) per evitare che i lavoratori discutano del problema reale (il SALARIO in busta paga).
Ed avevamo ragione: nonostante l’iniziale (e per la verità breve) insistenza dell’Amministrazione, persino i sostenitori della valutazione (CGIL, CISL e UIL ed Amministrazione) hanno dovuto riconoscere che per il 2007 la valutazione non era fattibile. Per cui, a differenza di quanto previsto nell’accordo 2006, per il 2007 non ci saranno le pagelline.
Pertanto, la residua parte del fondo di sede (950.000€) verrà distribuita per il 75% (circa 714.000 €) sulla base delle giornate di presenza, ma, tanto per non fare cose troppo poco inique, il restante 25% (circa 235.000 €) di nuovo distribuito sulla base dei criteri della produttività
collettiva, giusto per introdurre una ulteriore ingiustificata disparita di trattamento (sulla base delle Direzioni, delle ore comprensive di straordinario, ecc.). Ma il bello deve ancora venire: si sa che per il lupo è più facile perdere il pelo che non il vizio….Ed ecco allora che, l’amministrazione (esattamente come l’anno scorso) ha preteso (e questo non avviene in nessun altro ufficio del mondo) che nell’accordo 2007 si introducessero i criteri per effettuare la valutazione per il 2009. E questo non più nella percentuale del 25% del residuo del fondo di sede, MA ADDIRITTURA DEL 30%!Valgono ovviamente qui le stesse questioni sulla valutazione che abbiamo sollevato per l’accordo 2006.. Riguardo al meccanismo delle pagelline: il procedimento di valutazione consisterà come previsto anche nell’accordo locale 2006 nel seguente farraginoso meccanismo:
1) autovalutazione di se stesso da parte del dipendente;
2) valutazione del dirigente e, in caso di difformità,
3) giudizio di un fantomatico nucleo di valutazione. E udite, udite, il nucleo di valutazione sarà composto da 2 membri: uno indicato dal Direttore centrale e l’altro dalla RSU. Insomma la RSU si trasforma, se pur indirettamente, in valutatore del personale… Nel caso (molto probabile) che il nucleo di valutazione non dirima il contrasto… si applicherà il punteggio più basso (giusto per non sbagliarsi).
ALLA FINE DI QUESTA FARSA, SI PREMIERANNO POCHI A SCAPITO DELLA MAGGIORANZA DEL PERSONALE, E,VISTO I TAGLI AL SALARIO ACCESSORIO QUEI POCHI “BUONI” PRENDERANNO GLI STESSI SOLDI DI ADESSO. PER GLI ALTRI, “ I CATTIVI”, ZERO IN CONDOTTA.
Già immaginiamo i trionfanti comunicati sindacali che racconteranno del successo ottenuto, della tempestività con cui verranno erogate le somme e via discorrendo. Come se quei soldi non ci spettassero, ma fossero una gentile concessione del club privato costituito dall’amministrazione e dai sindacanti consenzienti…. E come se i criteri con cui vengono distribuiti i nostri soldi fossero assolutamente irrilevanti…
P.S. unica nota appena positiva: l’introduzione di un fondo, su cui noi come Cobas abbiamo particolarmente insistito, (comunque assolutamente misero) per pagare una parte (non tutta) dei turni svolti e non pagati (illegittimamente) nel 2006. Ma anche qui una domanda: se gli accordi nazionali prevedono che possono essere pagati solo 10 turni al mese, chi risarcirà quei turnisti che nel 2007, hanno svolto un numero di turni maggiori rispetto a quelli indicati dall’accordo nazionale (perdipiù fatto nel 2008) ???
Roma, 26 gennaio 2009.
COBAS ENTRATE UFFICI CENTRALI

8 gennaio 2009

AL FREDDO E AL GELO…

Non era sufficiente la caduta dei pannelli delle controsoffittature, le stanze buie, gli ascensori non funzionanti, gli allagamenti delle stanze, da ben 20 giorni nella sede centrale di via Colombo non funziona nemmeno l’impianto di riscaldamento.
Stanze gelide, stufe sistemate tra i cavi del computer, colleghi imbacuccati con cappotto, sciarpe e cappelli: è questo la scena che dal 19 dicembre 2008 va avanti negli uffici centrali. Potrebbe sembrare il resoconto di una qualsiasi giornata in un qualsiasi ufficio pubblico di un paese del c.d. terzo mondo, invece è proprio quello che accade nella ”prestigiosa” direzione centrale.
Di fronte a tutto questo, al di là delle rassicurazioni di rito (del tipo “stiamo risolvendo il problema”) l’amministrazione si limita ad inviare giornalmente una mail al personale con la quale si lascia alla libera scelta del lavoratore la possibilità di uscire anticipatamente. Come se la tutela della salute del personale non fosse compito del datore di lavoro così come stabilito dal D.Lgs 81 del 2008…
Invece, non solo nessuna iniziativa concreta è stata assunta dall’amministrazione, ma, addirittura, nessuna comunicazione è stata inviata ai rappresentanti dei lavoratori ed al personale riguardo i tempi tecnici previsti per la riparazione del guasto. Eppure la rottura dell’impianto risale oramai a 20 giorni fa, e tutto lascia presupporre che il problema non sarà di immediata soluzione.
Ci chiediamo allora: se il freddo ed il gelo devono essere la condizione normale nella quale costringere a lavorare il personale perché l’amministrazione non si assume finalmente la responsabilità di dichiarare l’inagibilità dell’edificio fino a riparazione del guasto? Che senso ha costringere il personale a recarsi sul posto di lavoro, a patire il freddo per qualche ora, per poi autorizzare l’uscita anticipata? E chi pagherà l’eventuale malattia dei colleghi?
Altro che dipendenti pubblici assenteisti e fannulloni!!
Finora, nonostante le nostre pressanti richieste l’amministrazione non ha assunto nessuna iniziativa concreta.
PER QUESTO, COME COBAS, ABBIAMO PRESENTATO UN ESPOSTO ALLA ASL COMPETENTE CON IL QUALE ABBIAMO RICHIESTO UN IMMEDIATO SOPRALLUOGO PER VERIFICARE LE CONDIZIONI DI AGIBILITA’ DELL’EDIFICIO.
Perché nessuno deve pensare di mortificare la nostra dignità e di poter giocare con la nostra salute.
COBAS AGENZIA ENTRATE UFFICI CENTRALI